Pianificare un investimento può sembrare semplice. Molte volte mi sono sentito dire: " investo 100.000 euro, aumento la produzione di 40.000 l'anno, con un margine di 20.000 l'anno rientro dell'investimento in 5 anni".
Benissimo ma hai fatto bene i conti con il circolante?
Hai valutato quali costi di struttura potrebbero aumentare? il tuo ufficio amministrativo è in grado di sopportare l'aumento di ordini, fatture e pagamenti o dovrai potenziarlo? hai fatto i conti con gli oneri finanziari? e con i costi di distribuzione che potrebbero crescere più che proporzionalmente? e le materie prime? sono facilmente reperibili o potrebbero costringerti ad aumentare più che proporzionalmente le scorte in previsione di periodi di scarsità? ma soprattutto, il tuo mercato assorbirà l'aumento di produzione o sarai costretto a concedere dilazioni, sconti e aumentare il rischio di credito per vendere tutta la produzione?
Ti sei chiesto se i tuoi affidamenti sono sufficienti per far fronte alla crescita? oltretutto, se consideri tutti gli effetti è possibile che il tuo ciclo monetario sia destinato aumentare e, di conseguenza, il tuo fabbisogno di finanziamento operativo.
Per cercare di prevedere al meglio tutte le variabili in gioco è opportuno fare delle simulazioni, creare degli scenari previsionali con l'ausilio di un sistema di pianificazione solido ed affidabile, in grado di valutare gli effetti economici dell'operazione sull'intera azienda ma anche quelli finanziari.
Ma non basta, è opportuno sottoporre gli scenari ad analisi di sensitività, ovvero si individuano degli elementi soggetti a variabilità che possono incidere sui risultati, ad esempio l'incremento del fatturato atteso, il costo delle materie prime, ecc., si determina per questi valori una forbice di variabilità e si ripetono le simulazioni sui livelli massimo e minimo della forbice, (best case e worst case). Il sistema dovrebbe rimanere in equilibrio anche nel caso peggiore o almeno bisogna pensare ad un piano B.
Il mio consiglio è quello di demandare queste analisi ad un soggetto esterno, non solo perché sono analisi complesse che richiedono una preparazione professionale notevole ma anche per liberarsi dai così detti bias cognitivi e soprattutto dal bias di conferma.
Il bias di conferma è quel processo mentale che fa tendere a prediligere i risultati che confermano le proprie convinzioni. In pratica gli psicologi ci dicono che ingannare se stessi è una cosa naturale ed è difficile esserne immuni. Demandare all'esterno le analisi alla base di scelte importanti significa ottenere una valutazione più razionale e quindi più attendibile. Aggiungo, per esperienza vissuta, che bisogna poi prendere in considerazione i risultati del consulente anche se sono scomodi e mandano in fumo la vostra aspettativa di cambiare la vecchia Mercedes!
Tornando al capitale circolante, se già è difficile convincere la banca a concedervi il finanziamento per acquistare il nuovo macchinario, pensate quanto può essere difficile andare in banca e dire: "avrei bisogno di un finanziamento a 7 anni di 500.000 euro per comprare un nuovo macchinario ma dalle analisi risulta che devo aumentare di 250.000 i castelletti fidi per finanziare il circolante".
Pensateci prima di lanciarvi senza paracadute.

