Di quanto credito operativo ha bisogno la mia azienda?
Per credito operativo si intende il credito di funzionamento, quello che serve a coprire il fabbisogno di finanziamento a breve termine, il credito rappresentato dall'autoliquidante (tipicamente gli anticipi) e lo scoperto di conto (a revoca) escludendo il credito necessario alla copertura di investimenti.
Il credito operativo è per l'azienda come l'olio per il motore, deve sempre essercene in quantità sufficiente altrimenti la macchina smette di funzionare. Conoscere il fabbisogno di credito operativo non è facile ma è necessario per gestire bene la finanza dell'azienda.
Il fabbisogno di breve termine è determinato dal Ciclo Monetario, ovvero dal tempo che intercorre tra il pagamento dei costi e l'incasso dei ricavi
e si calcola sommando al tempo che intercorre tra l'acquisto delle materie e la vendita dei prodotti, il tempo di dilazione incasso concesso al cliente e sottraendo il tempo di dilazione del pagamento ottenuto dai fornitori.
Considerando tutta l'attività dell'azienda in un periodo, ad esempio un esercizio, il fabbisogno di finanziamento a breve termine può essere calcolato utilizzando i dati di bilancio:
- si calcolano i giorni medi magazzino come Rimanenze/Fatturato * 360
- si calcolano i giorni medi clienti come Crediti verso clienti/(Fatturato + IVA) * 360
- si calcolano i giorni medi fornitori come Debiti verso i fornitori/(Fatturato + IVA) * 360
- si calcola il Ciclo Monetario come gg magazzino + gg clienti - gg fornitori
- si calcola il fabbisogno di breve termine come Fatturato/360 * Ciclo Monetario
questo è il calcolo che fa la banca per determinare l'adeguatezza delle linee di credito concesse ma è un calcolo tutt'altro che preciso, presenta molti limiti ma in particolare:
- non tiene conto della stagionalità
- non tiene conto della crescita
Il bilancio di esercizio è una fotografia dell'azienda in un preciso momento dell'anno, per alcune aziende il fabbisogno può differire tantissimo in funzione della stagionalità.
È necessario riuscire a definire il picco massimo di fabbisogno nel corso dell'anno e dimensionare gli affidamenti su questo valore.
È inoltre necessario essere in grado di documentare questo calcolo in modo da riuscire a comunicarlo efficacemente alle banche affinché non continuino a valutare il fabbisogno al momento della chiusura dell'esercizio.
Fortunatamente la tecnologia ci viene in aiuto. Con un sistema efficace di gestione è possibile avere sempre a disposizione l'importo del fabbisogno. Basta analizzare l'andamento dei valori nel tempo.
Il bilancio d'esercizio rappresenta il passato, se l'azienda cresce, il fabbisogno aumenta, anzi, se la crescita è rapida e il ciclo monetario è lungo, il fabbisogno cresce più rapidamente del fatturato. Adeguare gli affidamenti al nuovo fabbisogno non è né semplice né rapido:
- le banche basano le decisioni sui dati consuntivi, ossia sul passato
- le banche impiegano un tempo molto lungo ad assumere le delibere, tipicamente mesi
il rimedio per scongiurare la crisi per eccessiva crescita è quello di poter prevedere la crescita stessa in anticipo, ovvero dotarsi di un sistemi e procedure per la pianificazione e controllo efficienti (Puntata 1) che permettono di conoscere con un buon anticipo le dinamiche future dell'azienda. Ma non basta, bisogna anche comunicare i risultati in modo efficace per convincere le banche (Puntata 3).
Ultima cosa: l'ammontare degli affidamenti deve coincidere con il fabbisogno? La risposta è no, dovrebbe essere superiore per varie ragioni:
- l'utilizzo "a tappo" dei fidi penalizza il rating, consiglio di mantenere una media di utilizzo di circa il 70% con picchi mai superiori al 90%
- è utile tenersi sempre una riserva di affidamento per far fronte a situazioni di fabbisogno straordinarie
- la disponibilità di linee di credito inutilizzate assicura all'azienda una preziosa forza contrattuale nei confronti delle banche
dedicherò un'intera puntata a quest'ultimo argomento.
Come sempre, per approfondire o per richieste particolari contattatemi per messaggio.

