Ripartiamo da un concetto: il ciclo monetario di cui ho già parlato in un precedente articolo, ovvero il tempo che intercorre tra il pagamento della fornitura di materie e l'incasso della vendita. Nel mezzo, ad allungare i tempi ci sono: il tempo in cui le merci sostano in magazzino, il tempo di lavorazione, il tempo in cui i prodotti sostano in magazzino e la dilazione di pagamento concessa ai clienti. Il tutto migliorato dal tempo di dilazione ottenuto dai fornitori.

Ciclo monetario

Il credito operativo, quello destinato a finanziare il circolante, quello non destinato a coprire investimenti serve fondamentalmente a due cose:

  • ridurre il ciclo monetario
  • attivare più cicli monetari

Al primo scopo è tipicamente dedicato l'affidamento destinato all'anticipo dei crediti ma anche lo scoperto di conto corrente.

Attraverso lo smobilizzo dei crediti si accorcia l'ultima parte del ciclo monetario, "tagliando" l'ultima parte del grafico, quella rappresentata dal tempo di dilazione concessa ai clienti.

Attivare più cicli produttivi è necessario se l'azienda cresce velocemente. In questo caso potrebbe essere utile acquisire un finanziamento a medio termine per liquidità, ovvero non connesso a investimenti.

Fino a qui tutto bene, sto parlando di credito "fisiologico" di credito buono, di uno strumento in grado di far sviluppare l'azienda, di accelerare processi di crescita e di evitare di immobilizzare risorse.

Il credito "fisiologico" può trasformarsi in "patologico" quando i flussi di cassa, la capacità dell'azienda di creare liquidità non sono sufficienti.

Partiamo dal caso più semplice, alla fine del ciclo monetario l'azienda incassa meno di quanto ha pagato. La conseguenza è ovvia: per attivare un altro ciclo monetario dovrà aggiungere della liquidità e quindi aumentare il credito.

Anche se i cicli monetari generano liquidità, questa potrebbe non essere sufficiente a coprire gli altri fabbisogni di cassa non strettamente connessi al ciclo produttivo: gli stipendi, gli affitti, il commercialista, le tasse e gli oneri finanziari.

La formula del flusso di cassa, semplificata, è questa: Utile monetario (utile al netto dei costi non monetari, per esempio gli ammortamenti) - aumento crediti + aumento debiti - investimenti + conferimenti.

Quindi i flussi di cassa si possono migliorare:

  • aumentando i margini, ovvero più utile e più redditività
  • diminuendo i crediti, ovvero concedendo meno dilazioni ai clienti o vendendo i crediti ma questo lo vedremo in una prossima puntata
  • dismettendo immobilizzazioni, poco auspicabile se non si voglia diminuire la capacità produttiva
  • conferendo capitale in azienda da parte dei soci, oops ... tasto dolente

ed ho lasciato per ultimo:

  • aumentando i debiti, ovvero ottenendo più credito dai fornitori oppure ricorrendo a sempre più credito da parte del sistema bancario.

Ottenere sempre più credito dalle banche non è una strada perseguibile nel lungo termine e quando questa diventa l'unica possibilità, il credito diventa "patologico".

Quando il credito si "patologizza", si attiva un circolo vizioso dove:

  • più credito aumenta gli oneri finanziari che drenando cassa aumentano il fabbisogno di finanziamento.
  • più credito a medio termine comporta più obbligo di rimborso ed anche questo aumenta il fabbisogno
  • più credito diminuisce il rating e quindi aumentano i tassi di interesse e aumenta il fabbisogno
  • gli scoperti di conto corrente non vengono reintegrati e diventano inutili fonti di interessi
  • gli anticipi vengono utilizzati per coprire gli oneri finanziari e le rate dei crediti e non per attivare i cicli produttivi
  • i fornitori riducono le dilazioni concesse perché aumenta il rischio dell'azienda
  • le banche sono sempre più reticenti a concedere nuovo credito
  • le banche cominciano a richiedere di rientrare degli affidamenti
  • boooom!

Come prevenire tutto ciò?

Acquisire i dati dell'azienda, analizzarli efficacemente e in modo oggettivo, pianificare efficacemente, anticipare gli eventi, mantenersi margini di manovra, prevedere mutazioni di scenari, in altre parole: essere in grado di prevedere gli effetti degli eventi che riguardano l'azienda che, in fin dei conti, si può tradurre in dotarsi di un buon sistema di gestione.